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La nostra storia

Oltre 60 anni di storia nel segno della democrazia, della trasparenza, della responsabilità sociale

Condominio La Proletaria

La cooperativa di abitazione La Proletaria di Trezzo sull’Adda nasce nel 1961 come emanazione della cooperativa La Proletaria di consumo.
Negli anni del miracolo economico le aspirazioni degli italiani si rivolgono in prevalenza verso i beni durevoli e la casa è il bene durevole per eccellenza, che rimane però inaccessibile per alcuni.
 
La Proletaria esordisce in un clima politico non favorevole per il movimento cooperativo e deve fare i conti con una questione che da sempre si districa tra motivazioni ideali e vincoli di natura pratica: proprietà indivisa o individuale?
 
Tra il 1963 e il 1965 la Cooperativa costruisce il primo edificio, il Condominio La Proletaria di via Michelangelo.
Per la sua prima costruzione la Proletaria, pur costretta ad optare per un regime misto, subisce un attacco di natura politica per avere lasciato troppo spazio alla proprietà indivisa, considerata dai detrattori non compatibile con un autentico spirito cooperativo.
Dalla fine degli anni sessanta, mentre la nazione è attraversata da tensioni sociali, da aspettative di riforma solo in parte soddisfatte, dai primi segnali di una grave crisi economica, la Proletaria deve fare fronte a difficoltà finanziarie che ne compromettono lo sviluppo negli anni successivi.
 
Risale a questo periodo (1969-1971) la partecipazione della Cooperativa all’intervento di Via delle Racche 58, oggi via F.lli Cervi.

Intervento Via delle Racche

Via De Gasperi

Alla fine del decennio successivo si attenuano per la Proletaria le difficoltà di carattere finanziario e tra il 1979 e il 1981, grazie alla collaborazione con il Consorzio di produzione e lavoro Virgilio di Mantova, la Cooperativa riesce a portare a termine un progetto edilizio in via De Gasperi 13.
 
Nell’ultimo decennio del secolo, mentre nel paese si interrompe il ciclo economico positivo e imperversa la bufera di Mani pulite, riprende vigore l’attività della Proletaria, che realizza i suoi primi interventi di recupero edilizio, investe nuovamente nella proprietà indivisa e modifica a più riprese il proprio statuto.
 
Tra il 1992 e il 1995 viene completato l’intervento di via Cavour (Condominio Briciola) e tra il 1996 e il 1998 il Condominio L’Ulivo di Via Bandiera.

Condominio Briciola

Condominio L'Ulivo

Nel primo decennio del Duemila fallisce, a causa della crisi finanziaria e immobiliare, il tentativo della Proletaria di uscire da una fase di stallo produttivo operando al di fuori dei confini del comune di Trezzo, ma la cooperativa riesce comunque a realizzare interventi edilizi con il contributo degli enti locali.
Si tratta della Corte Guarnerio, sita in via F. Guarnerio 2/4 (2000- 2001) e   del Condominio La Fornace di via Guido Rossa (2004-2006).
 
Tra il 2009 e il 2011 si completa la costruzione del Condominio Emilio Brasca (Via E. Brasca, 4), mentre risale al periodo tra il 2012 e il 2014 l’ultima “fatica” della Cooperativa, la costruzione della Residenza Alessandro Scotti di via Papa Giovanni XXIII 18.

Condominio Corte Guarnerio

Condominio La Fornace

Condominio Emilio Brasca

Condominio Alessandro Scotti

Nel secondo decennio del Duemila la Proletaria riesce a superare con qualche affanno le avversità della crisi del 2008, ma dal 2020 la congiuntura si inasprisce con l’avvento della pandemia e poco dopo con l’esplosione di un conflitto alle porte dell’Europa.

In tempi di crisi il ruolo della cooperazione si fa più importante e per la Proletaria si aprono nuove sfide: per il futuro la cooperativa mira infatti ad incrementare il patrimonio immobiliare indiviso, attraverso progetti di recupero edilizio che siano coerenti con i programmi di rigenerazione urbana caldeggiati dall’Unione Europea. Rigenerare le città non significa solo ristrutturare edifici fatiscenti e bonificare aree degradate, ma creare spazi urbani che, nel rispetto della sostenibilità ambientale, promuovano qualità della vita e socialità.