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Bilancio

Relazione al Bilancio 2018

La presente relazione è stata presentata in occasione dell'Assemblea del 25/5/2019 dal Presidente Moreno Passoni.

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Care Socie, cari Soci,
Vi ringrazio innanzitutto per la vostra partecipazione alla annuale Assemblea di bilancio.
Come sempre, è una occasione importante nella vita della Cooperativa, che ci permette di sottoporre al giudizio ed alla valutazione dei Soci, il bilancio dell’attività complessivamente svolta dal Consiglio di Amministrazione, non solo i risultati economici conseguiti.


Il congresso di Legacoop

In un contesto economico complesso come quello che stiamo vivendo, il primo marzo scorso si è svolto il Congresso Regionale di Legacoop, in previsione del 40° Congresso Nazionale di aprile.
Il congresso si è tenuto in un momento di mutamenti epocali, che presenta caratteri a tutti gli effetti straordinari.
Nell’ultimo decennio, la grande crisi e l’avvio di una incerta ripresa, si sono innestate, infatti, su trasformazioni economiche,  sociali e strutturali  profonde, tuttora in atto.
Il decennio 2008-2018, ha indubbiamente rappresentato il periodo di crisi più profonda mai conosciuta dal mondo capitalista.  All’indomani di questa frattura epocale, aperta dai dissesti provocati, anzitutto, dagli azzardi dei mercati finanziari, deregolamentati e globalizzati, è divenuta attuale una profonda e significativa riflessione sulla necessità di promuovere nuovi modelli economici sostenibili.
Nel breve volgere di alcuni anni abbiamo, invece, registrato il riproporsi dell’idea che la strada per il rilancio della economia e la ricerca di una nuova dimensione di equilibrio sociale, possa arrivare da un aggiornamento delle politiche neoliberiste, improntate alla convinzione che i mercati, senza regole e controlli, siano in grado di autocorregersi e di assicurare prosperità e crescita alle società avanzate.
Il prevalere di una concezione ”turbo capitalista”, ha così favorito un’ulteriore concentrazione del potere economico e finanziario in un numero ridotto di imprese multinazionali, ed ha contribuito all’incremento su scala globale di diseguaglianze e ingiustizie sociali.
Questa visione ha contribuito ad accelerare il mutamento sostanziale degli equilibri geo-economici antecedenti la crisi, affermando il protagonismo di nuovi sistemi economici e territoriali, che hanno così contribuito ad accentuare i divari tra società del benesseree e aree sofferenti del mondo, concentrando risorse e potere verso pochi a discapito di molti.
Così la globalizzazione, oltre all’incremento dei flussi di merci e risorse finanziarie, ha generato anche un’immane flusso di esseri umani, sradicati da intere aree del mondo gravate da fame, guerre e violazioni di diritti fondamentali.
Non avendo trovato una risposta alla necessità di superare un capitalismo a “trazione finanziaria”, le risposte alla crisi sono rimaste improntate a vecchi schemi, aggravando ulteriormente la situazione.
Questi fenomeni hanno indebolito profondamente le nostre società e, al loro interno, le aree più fragili, i ceti più deboli e interi segmenti dei settori produttivi. Così questa crisi ha amplificato le distorsioni, producendo nella società un incremento di disuguaglianze e ingiustizie sociali.
Questa filosofia di pensiero ha sostanzialmente impedito, in Europa, la realizzazione di politiche in grado di ammortizzare le conseguenze di una recessione epocale,  in particolare sugli stati più esposti alla periferia continentale che oggi mostrano gli effetti di un difficile decennio, sul piano economico, sociale e politico.
Queste politiche restrittive, in una fase recessiva, spesso senza riforme né riprogettazione di ammortizzatori sociali, hanno prodotto costi troppo alti, sia per la società e le persone, sia per i sistemi produttivi e le imprese, contribuendo a minare la percezione del valore dell’unità europea.
Si assiste quindi ad una dilagante sfiducia, chiusura e disgregazione, che hanno prodotto in questi anni numerose fratture che segnano la nostra società, rendendo più complessa la risoluzione dei problemi e delineano il perimetro delle sfide che anche la cooperazione è chiamata ad interpretare. 
Queste per Legacoop sono le principali fratture sociali, economiche e civili su cui mettere a frutto l’esperienza e la capacità cooperativa.  è su questo che le Cooperatrici ed i Cooperatori saranno chiamati ad intervenire per aiutare il Paese.


Legacoop abitanti

Le Cooperative ed i Consorzi Legacoop, nel periodo 2008-2016, sono cresciute del 2,3% in termini di produzione, ma in modo fortemente differenziato tra i diversi settori e territori.
Le Cooperative aderenti a Legacoop Abitanti, sempre dal 2008 al 2016, a livello nazionale, hanno avuto un impatto molto negativo, con un valore della produzione in decremento di oltre il 63%. In Lombardia, sempre nello stesso periodo, il valore della produzione delle Cooperative di abitanti ha registrato un calo del 45%.
Il minor decremento nella nostra regione ha la sua ragione principale nella diffusione del modello a proprietà indivisa: quasi 19.000 alloggi di proprietà delle Cooperative assegnati in godimento ai Soci, rappresentano senza dubbio un enorme patrimonio, non solo immobiliare ma anche relazionale, sociale e mutualistico.
Le Cooperative indivise, che pure mostrano una tenuta sia sotto l’aspetto patrimoniale che del valore della produzione e della redditività, oggi mostrano segnali di difficoltà ad effettuare nuovi investimenti per produrre nuovi alloggi.
Le Cooperative miste, come la nostra, che prevedono la proprietà indivisa (in godimento) e divisa (in assegnazione ai Soci), mostrano grosse difficoltà, spesso legate all’invenduto ed alla conseguente esposizione con il sistema bancario che produce gestioni finanziarie negative.
Per il futuro, condivido pienamente il contenuto del documento congressuale di Legacoop che provo a sintetizzare: promuovere sviluppo e innovazione nell’abitare.
Nell’ambito delle strategie di inclusione, il tema della casa è al centro di una nuova visione di welfare dinamico, che individua nell’abitare e nei servizi ad esso connessi una necessaria infrastruttura a supporto delle diverse fragilità e precarietà che avanzano.
La casa come servizio, è il risultato di un progetto di innovazione sociale, che ha il potenziale di creare valore condiviso, in cui gli edifici e le comunità di abitanti si disegnano insieme.
La cooperazione, integrando le sue competenze, si propone come piattaforma per progetti in grado di coniugare le proposte delle avanguardie, che sperimentano modi di abitare diversi (più collaborativi, relazionali e solidali), con le politiche pubbliche dell’abitare. In questo senso la rigenerazione urbana è una delle nuove sfide del Paese, che vede il tema della casa/servizio e delle comunità al centro.
La cooperazione deve contribuire ad orientare i processi di trasformazione del territorio nella direzione dell’inclusione e della coesione tra territori, con vocazioni e bisogni diversi.
Negli ultimi anni alcune cooperative hanno ricercato, e già sperimentato, attività che vanno oltre la tradizionale realizzazione di immobili da assegnare in godimento o in proprietà ai Soci. Interventi mirati alla riqualificazione e/o gestione di patrimoni di terzi (pubblici e privati), alla diversificazione dell’utenza (giovani, anziani, stranieri, adulti in difficoltà), alla progettazione di servizi connessi all’abitare fino ad interventi di rigenerazione urbana.
E' utile ricordare che la cooperazione si afferma e si sviluppa laddove il mercato non riesce a dare risposte “sostenibili”, o non considera sufficientemente remunerative le risposte da offrire alla domanda e dove, al tempo stesso, il settore pubblico è carente di mezzi e/o non riesce a gestire in modo efficace ed efficiente quelli di cui dispone.
Per questo sarà indispensabile, sin da ora, approfondire le nuove tendenze della domanda dell’abitare, mappare i bisogni abitativi, rispetto ai quali si registra un ritorno importante delle domanda di affitto, progettare i servizi collaborativi all’abitare, la rigenerazione urbana, promuovere e gestire la partecipazione delle nuove basi sociali, in un’ottica di indispensabile rinnovamento non solo generazionale ma anche progettuale.
Questo deve animare le Cooperatrici ed i Cooperatori, se non si vuole rinunciare a considerare, nella nostra missione quotidiana, il bisogno di continuare a sviluppare questa idea distintiva di impresa cooperativa, nei mercati, nel rapporto con le nostre persone e nei confronti delle comunità.
Anche noi, pur considerando le modeste dimensioni della nostra Cooperativa, dovremo cimentarci con queste situazioni inedite, con questo approccio diverso nel “fare cooperazione”.
Parliamo ora della nostra Cooperativa e del bilancio del 2018.


Le gestione caratteristica

La nostra cooperativa, nel 2018, ha assegnato due appartamenti presso la residenza Alessandro Scotti, così come prudenzialmente previsto nel budget che avevamo predisposto.
Nell’intento di accellerare le assegnazioni, a settembre abbiamo sottoscritto un contratto di consulenza annuale con Coop Servizi, che ci ha messo a disposizione personale commerciale, che già sta collaborando con altre Cooperative che avevano problemi di invenduto.
Ad ottobre è stato organizzato un Open Day nel corso del quale abbiamo riscontrato un interesse concreto da parte di una decina di famiglie. Un altro evento è stato riproposto a fine marzo 2019, con apprezzabili risultati in termini di partecipazione, ma ancora senza che siano stati raggiunti ad oggi risultati concreti.
Non nascondo un po’ di delusione, in quanto, almeno per alcune posizioni, ci sembrava ci fossero le condizioni per arrivare alla assegnazione. Le case sono piaciute, a fronte della richiesta di mutuo al 100%, il nostro consulente ha trovato le soluzioni, anche in termini di rata mensile, ma poi sono sorti dubbi e perplessità.
La sensazione è che ci sia un problema di fiducia ed incertezza per il futuro, per la garanzia del posto di lavoro, per i tassi futuri sui mutui… e  le situazioni sono rimaste in stand by.
Vi è rammarico, in quanto la Cooperativa gode di una buona reputazione e credibilità, le case ricevono apprezzamenti molto positivi, ci siamo attrezzati per fornire supporto alla ricerca di mutui, anche al 100%, abbiamo una presenza costante su Facebook, abbiamo creato una landing page, ma non riusciamo a raggiungere risultati apprezzabili.
Risulta evidente che non possiamo considerarci soddisfatti di due assegnazioni all’anno! Ad oggi ne residuano ancora 14 da assegnare.
Per questo, nel breve periodo, non si esclude la possibilità di concedere in godimento altri appartamenti, con l’obiettivo almeno di contenere il peso degli oneri finanziari.


I soci e il prestito sociale

Al 31/12/2018, i Soci della Cooperativa sono 469, con l’adesione di 33 nuovi Soci.  Di questi, 96 sono Soci prestatori, con un deposito complessivo, tra ordinario e vincolato, pari a 3.032.790 €, con un incremento di 94.700€ rispetto all’anno precedente.
I depositi vincolati, considerando anche il biennale decorso dal 1/1/19, rappresentano il 55% dell’ammontare complessivo per un importo di € 1.678.290.
Nel prosieguo della assemblea di bilancio, vi sarà sottoposto per la ratifica il regolamento del prestito sociale, contenente tutti gli aggiornamenti richiesti dal comitato interministeriale per il credito ed il risparmio e le indicazioni contenute nel regolamento di Legacoop nazionale. 
Il Consiglio di Amministrazione aveva già deliberato le necessarie integrazioni il 16/12/2017 e il 29 marzo 2019, oggi i Soci saranno chiamati alla ratifica.
Ancora una volta, mi preme sottolineare che tutte le modifiche introdotte mirano a rendere trasparente la gestione del prestito sociale e ad indicare vincoli per la raccolta, tesi a creare ulteriori garanzie ai soci prestatori.
Sempre in tema di prestito sociale, ricordo che la norma di legge ci permette di raccolta fino a tre volte il patrimonio netto. 
La Proletaria ha un patrimonio netto, al 31/12/18 di 3.339.034€, ed un prestito sociale complessivo di € 3.032.790 quindi, con l’approvazione di questo bilancio, il rapporto è di 0,91.
Si conferma invece la necessità di aumentare la nostra liquidità, anche in relazione ai parametri del regolamento del prestito sociale, che si potrà concretizzare con la vendita degli appartamenti della Residenza Scotti, per la quale abbiamo a magazzino (costo di costruzione) ancora 2.305.000€.


Il bilancio

Mi soffermerò ora brevemente su alcuni aspetti del bilancio chiuso al 31 dicembre 2018, che riprenderò comunque più nel dettaglio al termine di questa relazione.
La gestione immobiliare ordinaria, quindi al netto delle vendite di due appartamenti del condominio Scotti, ha prodotto un utile di 296.000€, leggermente superiore rispetto all’esercizio precedente (280.000€ nel 2017).
Per il 2019 prevediamo un utile della gestione ordinaria sugli stessi valori del 2018.
La gestione finanziaria presenta un saldo negativo di 127.000€, contro 131.000€ dell’esercizio precedente. 
I debiti verso le banche sono diminuiti da 3.468.000€ a 3.226.000€, (-242.000€) e, con le rate di ammortamento e le auspicabili nuove assegnazioni, è destinato a diminuire significativamente nel 2019.
Il patrimonio immobiliare della Cooperativa, al 31/12 è costituito da 86 appartamenti, compresi quelli destinati alla vendita, numerosi box e alcuni immobili commerciali. Il valore complessivo (immobili e magazzino) a bilancio, al 31/12/18, ammonta a 9.907.000€ mentre i debiti ammontano a 6.439.000€.
Le spese generali, che rappresentano le spese di funzionamento della Cooperativa: costo del lavoro, ufficio, organi sociali, legali e consulenze, revisione e certificazione del bilancio, ecc., ammontano a 157.000€, con un decremento di 12.000€ rispetto all’esercizio precedente.
In questo bilancio abbiamo deciso di inserire una svalutazione crediti per 22.000€, relativa a debiti da parte di Soci ritenuti difficilmente recuperabili.
Le posizioni affidate all’ufficio legale ammontano complessivamente a 52.000€, senza considerare le posizioni per le quali sono stati sottoscritti accordi di dilazione.
Mi sembra opportuno sottolineare che nel corso dell’ultimo anno non si sono verificati nuovi casi di insolvenza e che le posizioni creditorie sono riferibili quindi ad esercizi precedenti.
In questo bilancio, si è inoltre ritenuto utile ed opportuno ricalcolare in modo puntuale il “fondo imposte differite” aperto nel 2008 a seguito della rivalutazione degli immobili, in quanto, nel corso degli anni, sono cambiate le aliquote. 
Abbiamo così accertato un importo di 126.000€ di fondo in eccesso che ha dato luogo ad una sopravvenienza attiva.
Sempre in questo esercizio, si rileva una minusvalenza di 93.000€ che in larga parte è dovuta alla vendita di un appartamento il cui corrispettivo è stato incassato a fine 2017, mentre l’atto di vendita è stato formalizzato solo nel 2018.
Il bilancio del 2018 si chiude con un utile, prima delle imposte, di 69.689€, su cui grava un saldo imposte per 36.661€ e quindi con un risultato di esercizio positivo di 33.028€. 
Questo risultato, sostanzialmente in linea con le previsioni del nostro budget è sicuramente da considerarsi positivo, anche alla luce delle perduranti difficoltà economiche complessive che continuano a rallentare le vendite.
Per il 2019, fermo restando il raggiungimento degli obiettivi attesi, dovremmo realizzare un utile netto di 40.000€.


Il futuro

Consentitemi ora di svolgere qualche breve  riflessione di carattere più generale.
Nella parte introduttiva di questa relazione, ho cercato di riprendere alcuni temi congressuali di Legacoop,  dei quali dovremo sicuramente tener conto in prospettiva futura. Fermo restando l’obiettivo di concludere il lungo processo di assegnazioni della Residenza Scotti, per il futuro dovremo considerare la crescente e generale domanda di affitto.
Non è vero che a Trezzo il mercato sia statico. Abbiamo assistito in questi ultimi due/tre anni a diverse situazioni. 
Da una parte imprese che hanno costruito e non sono riuscite a vendere, ed in alcuni casi a terminare le costruzioni, e sono in liquidazione, oppure sono fallite. Ve ne sono altre invece che hanno avuto successo, vendendo a prezzi superiori ai nostri ma con tipologie diverse e, bisogna riconoscerlo, anche con proposte costruttive meno tradizionali e conservative delle nostre. 
Evidentemente, questi interventi hanno riscosso il gradimento di persone che avevano determinati obiettivi e disponibilità economiche per soddisfarli. 
La Proletaria ha, nella maggior parte dei casi, operato in regime di edilizia residenziale pubblica, quindi con convenzioni, vincoli da rispettare, standard dimensionali massimi, ecc.
Sono due vocazioni diverse che si sono confrontate in un momento economico particolare e che si rivolgono ad una utenza diversa.
Nel nostro comune, per quanto ci riguarda, in futuro lo sviluppo dovrà avere alti contenuti di sostenibilità, quindi pensare ad interventi di recupero edilizio, non nuovi per la Cooperativa La Proletaria, però con una visione più ampia ed articolata rispetto al passato. Interventi che siano mirati alla casa ma anche ai servizi, alla creazione di spazi di natura culturale e sociale. Un’idea, un obiettivo a tendere che già avevo illustrato lo scorso anno e che nel frattempo altre Cooperative sono riuscite a realizzare.
Mi piace ricordare che la nostra Cooperativa, che il prossimo 3 ottobre compirà 58 anni, per scelta, ha sempre operato a Trezzo e, con i suoi interventi, ha permesso a tante famiglie di avere una casa, a condizioni vantaggiose, in proprietà o in godimento.
In una recente riunione del Consiglio di Amministrazione ho proposto di affidare un incarico per la realizzazione di un libro sulla storia della Cooperativa, da presentare per il sessantesimo della costituzione, quindi nel 2021.
Sarà l’occasione per valorizzare il lavoro fatto e rendere merito ai Soci ed agli Amministratori che hanno saputo costruire una cooperativa dalle radici forti che continua a perseguire i suoi obiettivi mutualistici.
In questi anni, oltre ad operare un continuo processo di rinnovamento, siamo intervenuti anche sulla organizzazione, cogliendo risultati positivi in termini di servizio ai Soci, efficienza ed efficacia.
Ritengo però che quanto fatto non sia ancora sufficiente sul piano del rinnovamento, che sia necessario impegnarsi ulteriormente per far crescere una nuova generazione di Cooperatori in grado di cogliere le opportunità che oggi si presentano. Una generazione che sappia cogliere i bisogni, che sia solidale e che sappia sviluppare ulteriormente l’idea cooperativa, che sappia aprirsi sempre di più nei confronti della società.
Come punto di partenza, abbiamo in animo di organizzare nei prossimi mesi una iniziativa dal carattere formativo/informativo sulla storia della Cooperazione, magari in collaborazione con altre Cooperative del territorio.


Ringraziamenti

La maggior parte della mia vita lavorativa l’ho vissuta nella Cooperazione. Ho voluto usare il termine “vissuta” in quanto per me è sempre stato un impegno che andava ben oltre il lavoro. 
Ho avuto il privilegio di vivere all’interno di aziende cooperative che avevano al centro le persone, il rispetto per il lavoro, la solidarietà.
Per vivere l’esperienza in questo modo è indispensabile che il livello di partecipazione sia alto e a tutti i livelli. Ebbene io ho avuto la possibilità di godere di questa situazione anche nell’ambito della Proletaria, nella quale vi è grande coesione di obiettivi e di intenti del gruppo dirigente, da parte di Maria ed anche dei Soci.
Ringrazio il Collegio Sindacale, per altro a fine mandato, la Presidente, Claudia Cavazza, ed i Sindaci Gianpaolo Orlandi ed Attilio Panzetti, i quali, pur svolgendo con rigore il compito assegnato loro, hanno fornito un contributo professionale importante. 
Nel prosieguo della nostra Assemblea dovremo procedere alla nomina del Collegio Sindacale per il prossimo triennio e la proposta sarà di riconferma, per le ragioni suddette e per la stima che nutriamo nei loro confronti.
Un ringraziamento anche al rag. Alessandro Limonta, consulente fiscale ed amministrativo per la competenza e la disponibiltà.
Un ringraziamento sentito infine ai Soci per l’attaccamento alla Cooperativa e per la fiducia che ci confermano costantemente.

 

Moreno Passoni
Presidente Coperativa di Abitazione
La Proletaria Soc. Coop. a r.l.

> Scarica il Bilancio e la Nota integrativa al 31/12/2018 con la Relazione del Collegio Sindacale e la Relazione della Società di Revisione

 

 

 

 

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